Comunità etniche e religiose nella Zona Tempio
Dopo i primi 20 mesi di attività, nella quale l’Associazione ha organizzato eventi culturali e iniziative di animazione del territorio, ci siamo resi conto di non riuscire a coinvolgere i numerosi immigrati presenti nel quartiere (come residenti, commercianti ed anche riuniti in forme associative o gruppi religiosi) alle attività associative, agli eventi ed alle iniziative che ben potevano essere, ai nostri occhi, occasione di reciproca conoscenza, integrazione e collaborazione reciproca. L’importanza della presenza degli immigrati nel Comune di Modena è al centro di numerose attività da parte di diversi attori sociali da ormai molti anni. La particolare concentrazione nella zona del Tempio, tuttavia, non è stata ancora esplorata a sufficienza – conseguentemente, l’importanza di procedere ad una mappatura delle effettive presenze e del livello di integrazione si è resa sempre più necessaria. Tale mappatura è fondamentale per iniziare a comprendere i problemi e le necessità degli immigrati residenti, al fine di rendere ancora più effettiva l’azione delle istituzioni locali. L’esistenza nel territorio di alcune associazioni, sia modenesi che di immigrati, è un’occasione favorevole per giungere ad una conclusione positiva del progetto – obiettivo specifico del progetto è infatti proprio quello di giungere ad una messa in rete delle associazioni operanti nel territorio, sia quelle modenesi che quelle gestite da immigrati, in modo da poter coordinare meglio le azioni future e come risorsa per la risoluzione dei problemi che inevitabilmente pone la convivenza – con una rappresentazione accurata della realtà relativa alla presenza di immigrati nell’area e con una loro partecipazione attiva in questo processo.
Il progetto deriva parzialmente da, e rientra pienamente in, una linea di ricerca che è stata sviluppata negli ultimi anni all’interno del Laboratorio di Etnologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, sui rapporti di dipendenza, sia lavorativa che personale, come base per comprendere le dinamiche di inclusione e di esclusione all’interno di una data società, e come punto di riferimento imprescindibile per comprenderne i problemi e proporre soluzioni che possano essere effettive. La presenza degli immigrati sul territorio modenese è infatti legata alle condizioni lavorative che il territorio stesso offre. Lo studio sarà condotto da un ricercatore esperto in questioni mediorientali, con un’ottima conoscenza della lingua araba e con una pluriennale esperienza in conduzione di ricerche, sia individuali che di gruppo, e di studi nei paesi di origine; infatti allo scopo di comprendere più a fondo le dinamiche che regolano i processi di integrazione degli immigrati, una delle idee di fondo del progetto consiste nella necessità di avere una conoscenza profonda dei loro contesti di origine.
L’interesse nell’esplorazione della realtà degli immigrati di fede musulmana deriva dalla loro preponderante presenza, anche a livello associativo, nella zona – che ospita tra l’altro una delle due moschee cittadine. L’ipotesi che sta alla radice di questo interesse particolare è che la dimensione religiosa, soprattutto nel caso dell’Islam, sia una delle caratteristiche principali nel determinare rapporti – e sentimenti – di inclusione o di esclusione, nello stabilire quale possa essere l’integrazione e in che misura si possa parlare di un sentimento di appartenenza degli immigrati alla realtà modenese nella quale sono inseriti, alcuni di essi da più di un decennio. Il progetto vuole esplorare anche le dinamiche che stanno alla base della costituzione / gestione di attività imprenditoriali da parte degli immigrati - sempre nell’area del Tempio – che sono uno degli aspetti più visibili e potenzialmente positivi per l’integrazione della loro presenza nel quartiere. Di contro le c.d. aggregazioni commerciali di tipo “etnico” innestano dinamiche di “vicinato” tra residenti e commercianti, con effetti sulla convivenza sociale, economica anche in relazione a fenomeni percettivi di disagio e paura nella stessa popolazione residente. Trattandosi di un progetto di breve durata – sei mesi – sarà possibile portare a termine una mappatura dettagliata solamente ad un livello iniziale, oltre ad iniziare la messa in rete di individui e associazioni che vivono nello stesso spazio ma troppo spesso non hanno contatti tra loro.
L’interesse di questo progetto sta però anche nel suo carattere sperimentale, in quanto una simile metodologia non è ancora stata applicata nel contesto modenese – e anche a livello nazionale le esperienze sono alquanto limitate – e nel suo potenziale sviluppo in un progetto di più ampia portata che coinvolga anche le istituzioni e i servizi modenesi.

